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Schlieren 2012, maratona e riflessioni

Notte di pioggia lo scorso 31 dicembre a Schlieren; condizioni atmosferiche davvero impegnative per cimentarsi in una mezza  maratona, ancor più per una maratona. Eppure, come accade da molti anni, atleti da tutto il mondo si sono dati appuntamento lungo le rive della Limmat, a Schlieren per salutare correndo il nuovo anno. Nella notte in cui si fa festa e si esorcizzano i timori per l'ignoto che ogni nuovo inizio comporta, correre (o camminare) è un modo per salutare con vitalità e dinamismo il nuovo che arriva.

Due ore di chiacchiere e serenità con gli amici di sempre, un po' di fatica che l'allenamento riesce ad alleviare e nelle orecchie le parole dei discorsi augurali di inizio anno ascoltati poco prima di raggiungere il campo di gara.

Quest'anno la neo presidente della Confederazione, per il terzo anno consecutivo donna, la signora Wiedmer - Schlumpf ha ricordato che: "Il nostro Paese è ricco di forze centrifughe. In Svizzera non esiste alcun grande legame come hanno potuto esserlo in altri Stati la lingua, oppure, storicamente, la monarchia. In Svizzera i legami vanno riannodati di continuo. La nostra partecipazione democratica di grande respiro consente a ogni elettore di contribuirvi. Fate uso del vostro diritto di essere consultati. Contribuite a organizzare la convivenza civile nel nostro Paese, anche nell'anno venturo."  Tanto buon senso, molto pragmatismo e semplicità in queste parole che in poche righe dipingono i tratti essenziali della Svizzera, gli stessi contenuti nel Preambolo della Carta Costituzionale: insieme nelle diversità e uniti nella molteplicità.

Uno per tutti, tutti per uno; è questa l'essenza di questo federalismo pluricentenario, capace di reinventarsi anno dopo anno, legame dopo legame.

Quegli atleti da tutto il mondo che corrono lungo la Limmat sotto la pioggia battente, quei volontari sparsi ovunque sul percorso ne sono la prima, tangibile testimonianza

 Chiara, gennaio 2012

 
A scuola di FEDERALISMO - Mendrisio, la TERZA CONFERENZA SUL FEDERALISMO

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Tratto Da L'Ordine di Como, 3 giugno 2011 Articolo di Chiara Battistoni (pagg 1 - 5), La Svizzera ci (ri)spiega l'efficacia del federalismo

(..)  Se volessi cimentarmi in un’indegna (quanto non richiesta) interpretazione del pensiero di Gianfranco Miglio direi che il federalismo è un equilibrio dinamico tra spinte centrifughe e spinte centripete che trova nella concorrenza e nel confronto gli strumenti di realizzazione. L’ho toccato con mano settimana scorsa, partecipando a Mendrisio alla Terza Conferenza nazionale sul Federalismo; due giorni di “federalismo puro”, applicato, raccontato, vissuto.

Organizzata ogni tre anni dal Governo federale, Camera dei Cantoni e Conferenza dei governi cantonali, è la sede naturale in cui i “confederati” discutono delle prassi federaliste e ne individuano le direttrici di sviluppo. Lo fanno ognuno nella propria lingua madre, in uno straordinario quadrilinguismo che lascia quasi stupefatti, prima, tangibile espressione di questo federalismo costruito sulle diversità. A colpirmi, però, è stata anche l’atmosfera della due giorni di studio e lavoro; molta concretezza, poco formalismo nonostante al palco si siano avvicendate tutte le cariche più importanti del Canton Ticino e della Confederazione. Sobrietà ed essenzialità, com’è nello stile elvetico con un’accoglienza fatta di cordialità, efficienza e misura. (...) 

(...) In due giorni di tavole rotonde e approfondimenti, è emersa con chiarezza la centralità della concorrenza nel federalismo svizzero; lo ha ribadito il Consigliere Simonetta Sommaruga, ne hanno discusso i leader dei principali partiti politici; pur con sfumature diverse, ben pochi sono i dubbi sulla capacità innovativa della concorrenza, compresa quella fiscale, oggi temperata dall’applicazione della Nuova legge di Perequazione intercantonale, che permette di legare la perequazione a concreti indicatori di prestazioni ed efficienza.  

Le novità più sorprendenti, però, potrebbero emergere nei prossimi anni dal dibattito sugli agglomerati urbani e potrebbero rivelarsi di grande interesse anche per la vicina Italia, che pure, con la riforma del Titolo V della Costituzione, ha introdotto le Aree Metropolitane. Mentre da noi il processo “top – down” si è arenato, in Svizzera il processo “bottom – up” marcia spedito, ponendo ora interrogativi sostanziali sull’organizzazione territoriale della Confederazione. Sono quasi vent’anni, ormai, che aree urbane come quelle di Basilea, Ginevra, Zurigo, Berna (a cui, solo di recente, si è aggiunta Lugano) crescono, coinvolgendo cittadini di Cantoni diversi e in alcuni casi addirittura di altri Stati.

(...)Sono proprio queste aree a rappresentare gli “stress test” del federalismo elvetico, perché pongono domande concrete di governance: quali sono gli strumenti per armonizzare le leggi a cui i cittadini di un medesimo agglomerato sono sottoposti vivendo in Cantoni diversi?  Quali sono i tratti identitari salienti? Prevale l’appartenenza al Cantone oppure all’agglomerato? Non pensiate si tratti di temi astratti, buoni per l’Accademia, che coinvolgono solo i territori oltre Gottardo. La Grande Lugano, per esempio, è parte della “megalopoli padana” di cui Como, Milano e Varese sono parte integrante. (...).  

 

 
 
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