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Tratto Da L'Ordine di Como, 3 giugno 2011 Articolo di Chiara Battistoni (pagg 1 - 5), La Svizzera ci (ri)spiega l'efficacia del federalismo (..) Se volessi cimentarmi in un’indegna (quanto non richiesta) interpretazione del pensiero di Gianfranco Miglio direi che il federalismo è un equilibrio dinamico tra spinte centrifughe e spinte centripete che trova nella concorrenza e nel confronto gli strumenti di realizzazione. L’ho toccato con mano settimana scorsa, partecipando a Mendrisio alla Terza Conferenza nazionale sul Federalismo; due giorni di “federalismo puro”, applicato, raccontato, vissuto. Organizzata ogni tre anni dal Governo federale, Camera dei Cantoni e Conferenza dei governi cantonali, è la sede naturale in cui i “confederati” discutono delle prassi federaliste e ne individuano le direttrici di sviluppo. Lo fanno ognuno nella propria lingua madre, in uno straordinario quadrilinguismo che lascia quasi stupefatti, prima, tangibile espressione di questo federalismo costruito sulle diversità. A colpirmi, però, è stata anche l’atmosfera della due giorni di studio e lavoro; molta concretezza, poco formalismo nonostante al palco si siano avvicendate tutte le cariche più importanti del Canton Ticino e della Confederazione. Sobrietà ed essenzialità, com’è nello stile elvetico con un’accoglienza fatta di cordialità, efficienza e misura. (...) (...) In due giorni di tavole rotonde e approfondimenti, è emersa con chiarezza la centralità della concorrenza nel federalismo svizzero; lo ha ribadito il Consigliere Simonetta Sommaruga, ne hanno discusso i leader dei principali partiti politici; pur con sfumature diverse, ben pochi sono i dubbi sulla capacità innovativa della concorrenza, compresa quella fiscale, oggi temperata dall’applicazione della Nuova legge di Perequazione intercantonale, che permette di legare la perequazione a concreti indicatori di prestazioni ed efficienza. Le novità più sorprendenti, però, potrebbero emergere nei prossimi anni dal dibattito sugli agglomerati urbani e potrebbero rivelarsi di grande interesse anche per la vicina Italia, che pure, con la riforma del Titolo V della Costituzione, ha introdotto le Aree Metropolitane. Mentre da noi il processo “top – down” si è arenato, in Svizzera il processo “bottom – up” marcia spedito, ponendo ora interrogativi sostanziali sull’organizzazione territoriale della Confederazione. Sono quasi vent’anni, ormai, che aree urbane come quelle di Basilea, Ginevra, Zurigo, Berna (a cui, solo di recente, si è aggiunta Lugano) crescono, coinvolgendo cittadini di Cantoni diversi e in alcuni casi addirittura di altri Stati. (...)Sono proprio queste aree a rappresentare gli “stress test” del federalismo elvetico, perché pongono domande concrete di governance: quali sono gli strumenti per armonizzare le leggi a cui i cittadini di un medesimo agglomerato sono sottoposti vivendo in Cantoni diversi? Quali sono i tratti identitari salienti? Prevale l’appartenenza al Cantone oppure all’agglomerato? Non pensiate si tratti di temi astratti, buoni per l’Accademia, che coinvolgono solo i territori oltre Gottardo. La Grande Lugano, per esempio, è parte della “megalopoli padana” di cui Como, Milano e Varese sono parte integrante. (...). |